14 settembre 2018


Cinque regole d’oro per affrontare un colloquio di lavoro

Suggerimenti preziosi per farsi notare durante un colloquio di lavoro

Settembre è un mese importantissimo per chi è in cerca di un nuovo lavoro. Oggi ho il piacere di ospitare nel mio blog Francesco di Psiche.org. Siete già in ansia per il vostro prossimo colloquio? Fate un bel respiro e seguite tutti i suoi consigli per affrontarlo al meglio!



Il periodo storico in cui viviamo ha ridimensionato i nostri sogni. Questo perché i sogni costano e se il lavoro scarseggia non è facile riuscire a realizzarli.

Forse quanto sto per affermare suonerà un po’ cinico, ma credo sia la verità. Riuscire o non riuscire a ottenere il lavoro che desideri è prima di tutto un fatto statistico. Voglio dire che non è impossibile, è solo più difficile.

La diffusione capillare dell’istruzione ha creato una situazione paradossale. Ragazzi e ragazze molto qualificati faticano a trovare un lavoro congruo con il loro livello d’istruzione. Qualche anno fa un laureato, anche mediocre, riusciva subito a entrare nel mondo del lavoro. Oggi il titolo di studio non basta.

Serve qualcosa di più.

Qui di seguito troverai dei consigli utili per affrontare in modo efficace il colloquio di lavoro e riuscire a farti notare.

1) Ricordati che sei lì per vendere un prodotto

Quando varchi la porta dell’ufficio dove affronterai il colloquio, ricorda che sei lì per vendere un prodotto. Quel prodotto sei tu.

Preparati bene. Pensa a tutte la qualità che hai e poi concentrati su quelle che ti rendono unico. Cerca nel tuo curriculum qualcosa che possa sorprendere chi hai davanti in modo positivo. Durante quel breve interrogatorio devi dire almeno una cosa che nessun altro ha detto. È proprio questo dettaglio che fa la differenza tra un candidato assunto e uno scartato.

2) Esalta la differenza tra quello che sai e quello che sai fare

Scuola, laurea, master, corsi privati attestano che per un certo numero di ore sei stato seduto a una sedia a ragionare su un determinato argomento. Il voto con il quale hai portato a termine queste attività didattiche misura la serietà con la quale le hai affrontate. Quando le elenchi stai raccontando quello che sai, o almeno quello che dovresti sapere.

Raramente questo elenco informa chi hai davanti su quello che sai fare. Però, quest’ultima informazione vale più di mille lauree. Il modo migliore per raccontare quello che sai fare è portare degli esempi. Non basta dire che hai lavorato o hai fatto uno stage presso una certa azienda. Devi spiegare cosa facevi quando entravi in ufficio alle otto, fino a sera quando tornavi a casa.

Non improvvisare. Lo sai quale lavoro stai provando a ottenere, preparati un racconto utile.

3) Poche informazioni ma buone

L’errore più comune commesso da chi affronta un colloquio di lavoro è voler buttare nel curriculum più cose possibili.

Mettiti nei panni di chi deve leggere decine (quando va bene) candidature piene zeppe di esperienze lavorative e titoli. Non solo perde interesse, si arrabbia pure con chi gli fa perdere tempo elencando dettagli professionali irrilevanti. Idealmente bisognerebbe redigere un curriculum ad hoc per ogni lavoro per il quale si postula. Perché è vero che tutto fa brodo, ma il brodo viene meglio se fatto con pezzi scelti. E se devo fare un risotto di pesce devo fare un brodo vegetale, non di carne.

La stessa regola di sottrazione vale anche per il colloquio di lavoro. Non ammorbare chi ti deve valutare con esperienze inutili in quel contesto. Vai dritto al sodo.

4) Ricorda, chi ti valuta è migliore di te

Ricorda, chi ti valuta è migliore di te. Spesso questa affermazione è falsa. Però non è il caso di farlo presente in sede di colloquio.

Come fare quindi per dimostrare la propria competenza e nello stesso momento non prevaricare chi ti interroga? Facile. Basta usare le proprie conoscenze per esaltare quello che dice. Fingete sorpresa e curiosità per le sue affermazioni e commentatele con qualche frase che dimostri inequivocabilmente che non solo vi ha colpito, ma ha già messo in moto le vostre riflessioni.

5) Non essere inutilmente onesto

Il colloquio di solito non è una sfida tra te è l’azienda, bensì una sfida tra te e gli altri candidati. Per vincere a volte l’onestà intellettuale non basta, serve forzare un po’ le regole.

Racconta la tua storia, ma se la sola realtà non ti sembra abbastanza, arricchiscila con qualche dettaglio di fantasia. Purché sia credibile!

Il colloquio non è il momento della modestia, né di dimostrare quello che sai fare. Se pensi di meritare quel lavoro non dovrebbe essere difficile. La prova pratica del tuo valore avrai modo di darla se otterrai il posto: al momento stai solo cercando di farti assumere!



Una replica a “Cinque regole d’oro per affrontare un colloquio di lavoro”

  1. federica ha detto:

    carissima anronelal sono federica complimnti per il tuo blog che stai curando e complimnti per essere il volto pubblico che sponsorizza queto gdo sei fantastica e meravigliosa e ti aprezzo moltissimo e ti stimo un bacione ate e alla tua famiglai conm affetto federica

    grazie epr aver fa5tto pubblicare questo inserto nel tuo blog sei stat fantastica mi sono appuntat queste piccole regole perche ancheio in questo momnto sono in cerca di lavoro e terro presente queste piccole dritte grazie cara antonelal un bacione ancora fortissimo e buon fortuna a te e ala tua famiglia

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